White And Black In The City With The Stars

Quando scendo per colazione nel modesto motel a 53 dollari a notte più tasse, mi trovo in mezzo a soldati di mezza età in tuta mimetica e stivali, in fila per ricevere un pudding, polpette e uova strapazzate. Mi limito a caffè e latte in polvere e li ascolto di straforo, seduti in tavoli casualmente divisi per razze, bianchi con i bianchi, neri con i neri. Uno conciona: \"La questione in Iraq è politica. Non possono mandare dei soldati a fare i peace-keeper: il nostro mestiere è combattere il nemico, non star lì a farci ammazzare senza poter sparare. Che ci mandino i peace keeper a conquistare i cuori e le anime\" (usa con scherno un'espressione frequente nelle discussioni politologiche sull'Iraq).

Un uomo in civile col braccio ingessato viene salutato dagli altri: \"Quanti giorni di congedo malattia hai ancora? Beato te, così non ti mandano in Iraq\". Columbus è una città di guarnigione: poche miglia a sud c'è Fort Benning, una della più grandi basi militari americane. Nei suoi 740 kmq lavorano 32.600 soldati e 6.500 dipendenti civili, oltre a 34.000 militari in pensione che vivono in zona per usufruire dei servizi sanitari e ricreativi della base: il tutto su una popolazione totale di 274.000 abitanti.

\"Il nuovo sud non esisterebbe senza l'immane quantità di fondi che il governo federale vi ha riversato, non solo con i lavori pubblici e con le varie agenzie, come la Federal Reserve ad Atlanta, ma anche con le grandi basi militari in Georgia e nelle due Caroline\", dice lo scrittore ed ex giornalista Billy Winn nel salotto di casa sua che dà sul fiume Chattahooochee (con tre \"o\") che divide la Georgia dall'Alabama e Columbus dalla sua città gemella Phenix City.

Città di filande

Ma che impatto ha la base sulla città? Una risposta la dà, in una villetta a pochi isolati di distanza, lo storico John Lupold che insegna nella locale Columbus State University: \"Come altre città del sud - Macon, Augusta, Montgomery - Columbus è situata sulla faglia che segna la fine dell'area montana e inizia la pianura che arriva fino al Golfo del Messico e all'Atlantico. Fu costruita proprio qui nel 1828 perché nei 50 km a monte il fiume scendeva di ben 120 metri, fornendo l'energia necessaria alle filande per il cotone. Quindi fino alla prima guerra mondiale, quando fu aperto Fort Benning,

Columbus era una città tessile, con poche grandi famiglie, anzi direi una sola famiglia. Durante la guerra civile Columbus fornì tutte le divise dell'esercito confederato (sudista). Alla fine della prima guerra mondiale qui ci fu un grandissimo sciopero, con 7.000 scioperanti, che fu stroncato. Tra le due guerre Phenix City veniva chiamata Sin City (città del peccato), c'erano foto su Life che ritraevano lunghe file di soldati in coda davanti ai bordelli di Phenix City e la cattiva nomea si riversava su Columbus.

Ma in una città così isolata direi che l'esercito ha portato un po' di cosmopolitismo. Venivano qui ufficiali che conoscevano il resto del mondo. Dopo la seconda guerra mondiale sono apparse un sacco di mogli tedesche dei militari di ritorno dalla Germania\".

Però \"oggi i militari se ne stanno per conto loro\", dice Tim Chitwood, editorialista del Ledger Enquirer , il quotidiano locale. Ma in tutti e due i giorni in cui lo compro, in prima campeggia una foto di soldati sporchi di fango, in gara per il titolo di \"miglior ranger dell'anno\": \"Nel suo complesso, la città appoggia la guerra in Iraq (anche se nell'università ci sono voci critiche) perché una condanna della guerra suonerebbe una sfiducia verso i militari che costituiscono uno dei principali motori economici della zona.

E poi ci sono un sacco di colonnelli in pensione che hanno posizioni ufficiali nel comune; per esempio il city manager, Carmen Cavazza, è un generale in pensione\".

Sulla base come società separata concorda Billy Winn, ma per una precisa ragione storica: \"Fino agli anni `40 vedevi migliaia di militari qui la sera del sabato. Poi negli anni `50 quando l'esercito ha deciso l'integrazione razziale, la città si è risentita, gli incidenti con i soldati di colore si sono moltiplicati. Allora l'esercito ha deciso di costruirsi i propri locali, bar, cinema nella base o lì vicino.

Oggi non vedi militari in giro qui a downtown\". È vero: li vedo solo nel mio alberghetto. Ma se è per questo, a downtown (quattro strade per sei) non vedi proprio nessuno, è deserta. \"Sì lo so, sembra la bomba al neutrone, che lascia tutto intatto e fa sparire solo i viventi. Ma anzi, adesso è meglio di qualche anno fa.

La più importante famiglia di qui ha costruito un palazzo dei congressi, un complesso artistico, un museo, ha finanziato il rifacimento del lungofiume, il teatro, un auditorium, ha contribuito a rimettere a posto il centro. Prima era un ghetto malfamato, oggi c'è persino qualche bar e ristorante\".

La famiglia Bradley è ricchissima. Ognuno dei tre fratelli rientra singolarmente nella lista delle 200 persone più ricche d'America: i soldi vengono dalla Coca Cola di cui sono azionisti di rilievo, ma oggi sono diversificati. \"La società di Columbus ha mantenuto la struttura gerarchica propria del vecchio Sud. Quei pochi che erano potenti prima perché avevano la terra, sono potenti anche oggi.

Ma Columbus non ha partecipato al 'Nuovo Sud', non ha incoraggiato le industrie a installarsi qui: i padroni del tessile non volevano altre fabbriche che offrissero paghe migliori. Per lo stesso motivo, pur con un'enorme base militare, Columbus fu collegata da una bretella autostradale solo negli anni `70, quando tutto il sistema autostradale americano era stato pensato negli anni `50 in funzione militare: ma fino al `70 le grandi famiglie erano riuscite a opporsi, sempre per evitare che il mondo esterno facesse lievitare le paghe.

Soltanto terziario

L'industrializzazione qui non c'è stata. I grandi datori di lavoro privati sono nel terziario: le assicurazioni Aflac (3.300 dipendenti) e il processore di carte di credito Total System (5.400 dipendenti). Naturalmente c'è il distretto scolastico (6.000 addetti), il comune (2.800) e il sistema sanitario (2.600) di Columbus. Ma la stragrande maggioranza dei posti sono nei servizi umili, bar, ristoranti, alberghi, commerci. Esercito e servizi arretrati sono le due grandi categorie di lavori a salari da miseria. Per questo parlano di Post-New South\".

Billy Winn mi rivela la linea invisibile che separa le due Columbus, quella a nord della Macon Road, bianca e agiata, e quella a sud della Macon Road, nera. \"La famiglia Bradley ha finanziato la nuova biblioteca pubblica da 40 milioni di dollari, ma è stato aspro il dibattito su dove situarla. Adesso hanno deciso di costruirla solo 150 metri a sud della Macon Road, ma per molti è già troppo e profetizzano che i bianchi non useranno la biblioteca perché è nella `città nera'. E poi guarda la vicenda di Kenneth Walker\" (vedi scheda).

Più sfumata la professoressa Virginia Causey che oggi insegna all'università ma per anni ha lavorato nei licei: \"Rispetto a 40 anni fa, ci sono più opportunità. Allora una donna nera che voleva far carriera poteva fare solo l'insegnante o l'infermiera. Oggi ci sono molti politici neri, giudici neri, studenti neri (a Columbus il 40,3% della popolazione si dichiara afro-americana, e nell'università su 7000 studenti 1.950 sono neri). Ma il razzismo è radicato, profondo, sotterraneo, anche se la gente lo nega persino a se stessa.

I miei studenti bianchi hanno molti amici neri, ma poi non passano tempo insieme fuori dall'università\". Mi viene in mente Dick Sennett che nel libro Respect in a world of inequality racconta della sua infanzia: \"Lo spazio della città era diviso per razza, ma lo era anche il tempo vissuto. Durante il giorno le razze potevano mescolarsi (...); di notte le razze quasi non s'incontravano\". Anche oggi divertimenti, uscite, riunioni sociali, feste continuano a scandire la segregazione.

\"Il razzismo lo vedi dalle inezie. Se un giovane nero entra in un negozio, il commesso lo segue dappertutto fino a che compra o se ne va. Quando incontrava nel corridoio ragazzi bianchi, la preside del mio liceo diceva: Hello, come va?', se invece incontrava i neri: `Rientrare in aula, subito'. Ogni moda tra i ragazzi neri viene repressa. Per esempio, avevano cominciato a venire a scuola in salopette con una bretella allacciata e l'altra slacciata. Subito è stato vietato loro: ma che male faceva la bretella slacciata?

È tutto un costruire barriere: c'è appena stata una festa di quartiere, in questo viale. Nella zona nord gli stand di cibo e bevande erano aperti. Sotto la quinta strada erano circondati da recinti metallici. Perché? Perché da lì verso sud cominciano ad abitarci più neri. È pazzesco lo stato di denegazione in cui si trova la gente: non ammetterebbe mai con se stessa i pregiudizi di cui è intrisa. E poi guarda Kenneth Walker\", conclude anche lei.

Racconto a Virginia che sull'autostrada ho visto un gruppo di manovali che lavorava sul terrapieno accanto, tutti neri tranne un bianco. Solo all'ultimo mi sono accorto che erano sorvegliati da un poliziotto nero armato di fucile: erano galeotti al lavoro. \"Sì, anche qui in città sono i detenuti che vengono a falciare l'erba e a fare i lavoratori stradali. In Alabama hanno reinstaurato le catene ai piedi dei carcerati\".

Genocidio fondativo

Billy Winn mi regala uno dei libri che ha scritto sugli indiani Creek che abitavano la regione: \"Quando si parla del Sud-est, non ci si rende mai conto che questa era l'area degli Stati uniti dove risiedeva la maggioranza degli indiani nordamericani. Loro sono un buco nero: li abbiamo cacciati ed estinti per impossessarci della terra e coltivarci il cotone con gli schiavi neri. Fondativo di questa nostra società è il loro genocidio, ancor prima dello schiavismo. Qui intorno ci sono siti di una ventina di città Creek: alcune case erano di creta, altre di legno; coltivavano, allevavano bestiame, erano civili niente male.

C'è un senso di colpa, ma solo verso il passato: se vuoi raccogliere fondi per combattere la tbc che ancora infuria fra gli indiani, non raggranelli un centesimo. Se fai un bel progetto di scavo di un sito archeologico indiano, i fondi piovono.